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Notizie e cronaca : Iran, Ahmadinejad: «Israele sarà spazzato via»
Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che due giorni fa ha pomposamente annunciato l’ingresso di Teheran nel club dei paesi atomici...
Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che due giorni fa ha pomposamente annunciato l’ingresso di Teheran nel club dei paesi atomici, torna venerdì a infiammare gli animi dei suoi mujaheddin con parole di fuoco contro Israele, definito una «seria minaccia», un «albero marcio e rinsecchito» che verrà presto annientato da «una tempesta». Ahmadinejad, l’uomo dal nome impronunciabile per le lingue occidentali, torna anche a esprimere «seri dubbi» sulla realtà storica della Shoa e invita i paesi arabi a sostenere i palestinesi e il loro governo sotto le insegne di Hamas. Dice infatti: «Se c'è un serio dubbio sull'Olocausto, non ci sono dubbi sulla catastrofe e l'olocausto che colpiscono i palestinesi. Alcune potenze occidentali credono che, nel corso della seconda guerra mondiale, un'importante popolazione ebrea sia stata uccisa e, per compensare questa catastrofe, hanno creato il regime (sionista). Se una simile catastrofe fosse vera, perché è la popolazione della regione che deve pagarne il prezzo?».
I territori palestinesi, ha affermato Ahmadinejad, riferendosi al mandato britannico sul territorio che include Israele, Gaza e la Cisgiordania, «sarannno presto liberati». Si rifà dunque a una Palestina prima del Mandato britannico, una Palestina ottomana, ben oltre i confini del 1967 reclamati da Hamas e sanciti dalle Risoluzioni dell’Onu.
Non è la prima volta che l’ex sindaco di Teheran esprime il suo pensiero su Israele in termini più che sprezzanti, ma questa volta sembra voler ricordare agli Stati Uniti, che solo giovedì si sono detti pronti a chiedere all’Onu di avvallare l’uso della forza contro l’Iran, che Israele è suo vicino. E se superare l’Atlantico non è tra le sue possibilità, il “nemico” per lui è comunque a tiro. Lo ha esplicitato il generale Yahya Rahim Safavi, capo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana. Alla dichiarazione di Condoleezza Rice di giovedì con cui ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite l'introduzione di una risoluzione in cui si cita la minaccia alla pace posta da Teheran, il generale ha risposto che le forze militari americane nella regione sono «molto vulnerabili».
Le nuove dichiarazioni di fuoco vengono dopo la visita del direttore generale dell’Agenzia atomica delle Nazioni Unite, Mohammed El Baradei, in Iran proprio per tentare una mediazione per blocare i programmi di arricchimento di uranio negli impianti, per ora civili, iraniani. Il mese scorso il Consiglio di sicurezza aveva chiesto all'Iran di sospendere i suoi programmi di arricchimento dell'uranio entro il 28 aprile, una richiesta che Teheran ha ripetutamente preannunciato di non voler seguire.Ma el Baradei ha lasciato Teheran senza aver neppure ottenuto un incontro con Ahmadinejad o con la Suprema Guida della Rivoluzione Islamica, l'ayatollah Ali Khamenei.
Della crisi nucleare iraniana si parlerà la settimana prossima a Mosca nella riunione preparatoria del Vertice del G8 (i sette paesi più industrializzati e la Russia). Un primo summit dopo la missione di El Baradei da cui potrebbe uscire una prima presa di posizione nei confronti dell’Iran. In America si teme che i venti che spirano dal Golfo Persico stiano portando in effetti una tempesta, ma una tempesta di guerra molto più grave di quella che sta ancora insanguinando l’Iraq. Tanto che Cindy Sheehan, “mamma pace”, ha lanciato venerdì, insieme a una serie di organizzazioni pacifiste, una petizione popolare negli Stati Uniti dal titolo «Don't attack Iran», no all’attacco all’Iran.
Nel frattempo sull’onda della crisi in Iran, il petrolio ha ripreso a correre vertiginosamente: sui principali mercati, quello di New York e quello di Londra, ha superato i 70 dollari al barile nelle ultime contrattazioni prima della pausa pasquale.
Postato il Venerdì, 14 aprile @ 20:03:59 CEST di mat1
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