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Salute : Anoressia legata ad aree piacere
Alcune disfunzioni nei circuiti del piacere e dell'appagamento potrebbero favorire l'insorgenza dell'anoressia. A sostenerlo è una ricerca condotta da un'equipe di ricercatori dell'University of Pittsburgh, coordinata da Walter Kaye. Lo studio, che ha per la prima volta impiegato la tecnica della tomografia ad emissione di positroni (PET), ha dimostrato il coinvolgimento di determinate aree del cervello, le stesse legate all'abuso di alcune sostanze.
La teoria proposta da Kaye spiegherebbe inoltre la natura di tutti i principali sintomi dell'anoressia. In particolare, la ricerca ha registrato come le donne che hanno sofferto di anoressia, indipendentemente dall'età, dal peso e dalla durata della malattia, mostrano una maggiore attività dei recettori dopaminergici. Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno somministrato a donne sane e ad ex-anoressiche alcune molecole capaci di legarsi a determinati recettori, così da poter osservare, attraverso la PET, il grado di affinità dei legami. Nelle pazienti con una storia di anoressia, si è così registrato un'eccessiva attività recettoriale in due specifiche aree del cervello: la prima, sede dei circuiti che regolano l'appagamento e la seconda, preposta a gestire il senso di pericolo. La scoperta, come detto, trova conferma nei più comuni sintomi dell'anoressia, come la perdita di appagamento da cibo, la mancanza di positività e l'incapacità di avvertire il pericolo per la propria salute. Ora sarà necessario capire se la predisposizione alla malattia dipenda da alcune disfunzioni genetiche.
Postato il Martedì, 12 luglio @ 11:50:40 CEST di mat1
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