Rai, Meocci incompatibile? L'Authority apre un procedimento
Data: Mercoledì, 21 dicembre @ 18:17:21 CET
Argomento: Notizie e cronaca


Con cinque voti a favore, tre voti contrari e un astenuto, il consiglio di amministrazione della Rai aveva eletto a maggioranza Alfredo Meocci come direttore generale quasi 5 mesi fa . A dare il via libera all?insediamento al settimo piano di viale Mazzini del candidato amico di Follini e favorito di Berlusconi, designato e imposto dal vertice di maggioranza a palazzo Grazioli, era stato un blitz di maggioranza nella prima riunione del Cda Rai.

Con cinque voti a favore, tre voti contrari e un astenuto, il consiglio di amministrazione della Rai aveva eletto a maggioranza Alfredo Meocci come direttore generale quasi 5 mesi fa . A dare il via libera all?insediamento al settimo piano di viale Mazzini del candidato amico di Follini e favorito di Berlusconi, designato e imposto dal vertice di maggioranza a palazzo Grazioli, era stato un blitz di maggioranza nella prima riunione del Cda Rai. Ma subito i dubbi sull?incompatibilità con quella carica erano parsi evidenti dato che Meocci , fino a poche settimane prima di diventare direttore generale, era stato un componente dell'Autorità di vigilanza. Il tutto in contrasto con quanto stabilito dalla della legge 481 del '95 che così recita: «per almeno quattro anni dalla cessazione dell' incarico i componenti delle Autorità non possono intrattenere, direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione o di impiego con le imprese operanti nei settori di competenza». E tra queste rientra sicuramente la tv di Stato. Adesso il consiglio dell' Autorità per le Comunicazioni ha deciso di avviare un procedimento per verificare proprio la possibile situazione di incompatibilità di Meocci con quella carica, in base anche al recente parere del Consiglio di Stato sulla vicenda. Oltre a Meocci, che rischia di decadere dalla carica di dg e di ricevere una multa fra 25 mila e 250 mila euro, anche la Rai è passibile di una sanzione pecuniaria da un minimo di 150 mila euro ad un massimo di 100 milioni, senza contare la problematica della possibile nullità di tutti gli atti firmati da Meocci da agosto in poi. «Alfredo Meocci paga l'aver mandato in onda Celentano e l'aver proposto il ritorno in video di Santoro?». Si chiede a questo punto il capogruppo Ds in Commissione di vigilanza Rai, Giuseppe Giulietti. Salutato dalle fanfare dell destra, Meocci infatti è finito nel mirino della stessa maggioranza per aver mandato in onda Celentano e per aver annunciato la possibilità di rimandare in onda Santoro. «Evidentemente è scattata la vendetta politica che viene da destra ? dice Giulietti - Se ci sono elementi di incompatibilità l'Authority fa bene ad aprire il caso Meocci, e fa bene a decidere senza tener conto di opportunità ed opportunismi politici ma ? continua - trovo strabiliante che Berlusconi abbia voluto nominare direttore Meocci senza avere certezze su questo tema della incompatibilità». Insomma, per dirla ancora con le parole di Giulietti, se l'Autorità dovesse dichiarare incompatibile Meocci sarebbe «uno schiaffone sulla faccia di Berlusconi, dei berluscones, di chi non ha voluto fare le verifiche, forse per avere un direttore generale debole».





Questo Articolo proviene da technomat.net
http://www.technomat.net

L'URL per questa storia è:
http://www.technomat.net/article1111.html