
Ricucci, anche le false fatture Billè, "Uso personale dei fondi"
Data: Mercoledì, 21 dicembre @ 18:19:10 CET Argomento: Economia
Si stringe il cerchio sulle compravendite di Ricucci. La casa di via Lima
non è sequestrata. Ingenti somnme sottratte a Confcommercio
ROMA - Gli immobili di Ricucci quando transitano da una società all'altra del gruppo Magiste cambiano valore e "le oscillazioni sono consistenti". Le fatture relative a questi passaggi non hanno convinto i pm Rodolfo Sabelli e Giuseppe Cascini, che hanno indagato l'immobiliarista pure per falso in bilancio e false fatturazioni.
Si allunga la lista dei reati contestati dalla procura all'ex scalatore del gruppo Rcs, già accusato di aggiotaggio per la corsa al Corriere della Sera e di concorso in appropriazione indebita con Sergio Billè, per avere incassato un anticipo da 39 milioni dalla vendita "sospetta" di una palazzina ai Parioli, non finita sotto sequestro nella maxi operazione che ha consentito alla finanza di bloccare denaro, titoli, azioni per 75 milioni euro.
L'anticipo per l'acquisto dell'edificio in via Lima è stato prelevato dal "fondo del presidente" che Billè non avrebbe dovuto toccare. In procura l'operazione viene considerata di "mascheramento". E non è la sola. Sono 14 le compravendite di immobili a Roma e a Milano fatte da Ricucci al vaglio dei magistrati. Sabelli e Cascini non hanno potuto non rilevare che le cifre indicate nei contratti di compravendita in alcuni casi non corrispondo a quelle registrate nei bilanci.
È stata proprio la verifica sulle operazioni immobiliari del gruppo Magiste a travolgere Sergio Billè e i suoi più stretti collaboratori, accusati di appropriazione indebita per la gestione del cosiddetto "fondo del presidente", alimentato con i contributi dei dirigenti, gestito fuori bilancio, e creato per far fronte alle necessità straordinarie dell'associazione.
Nell'ordinanza con cui ha disposto il sequestro di otto conti correnti, azioni, mobili d'antiquariato e oggetti d'arte, il gip Orlando Muntoni scrive: "Billè trasferiva a Confcommercio solo 3 milioni a fronte di finanziamenti per 17 milioni l'anno, usando le somme per fini esclusivamente personali". Molti gli acquisti dalla casa d'asta Sotheby's. Insomma ingenti somme di denaro sarebbero state distratte. Ma non solo.
L'attenzione dei magistrati si concentra sui compensi riservati ai vertici di Confcommercio e dell'Egap, ente che gestisce le attività promozionali dell'associazione e che - secondo l'accusa - è stato usato come contenitore per il denaro proveniente dal fondo vietato. Il gip sottolinea infatti come la paga "negli ultimi anni sia lievitata". E registra: "1.105.000 euro per Billè, 238.000 per il vice, 155.000 per consiglieri e presidente del collegio dei revisori, 11 mila euro per i revisori". "Tali importi, alcuni dei quali già esorbitanti - recita l'ordinanza - debbono essere maggiorati del 38%, percentuale prevista come indennità di fine rapporto e peraltro già ridistribuita due volte tra gli amministratori".
Un filone di indagine riguarda le consulenze "allegre" conferite da Billè. L'ordinanza spiega che "sono in corso ulteriori indagini per verificare i rapporti tra i consulenti e gli indagati (13 in Confcommercio) e la natura dell'incarico conferito". C'è il sospetto di pagamenti di favore, di regalie. Il gip registra compensi "come contributi al programma di ristrutturazione di 361.519,83 di euro per Aldo Poli, responsabile economico della federazione, di 284.051,29 per i vicepresidenti Sangalli e Dardanello".
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