Salvi i 4 speleologi sul monte Canin
Data: Giovedì, 23 febbraio @ 18:26:24 CET
Argomento: Notizie e cronaca


Gli ungheresi, grazie agli uomini del soccorso alpino, stanno bene e si trovano nella caserma della GdF di Sella Nevea. Due dei loro sono compagni sono morti

UDINE - Stanno bene e si trovano ora nella caserma della Guardia di Finanza di Sella Nevea i quattro speleologi ungheresi che da sabato scorso erano intrappolati nella viscere del monte Canin, dopo aver deciso assieme ad altri sei compagni di cordata l’escursione nella grotta Bila Pec. Le operazioni per il loro recupero erano cominciate ieri mattina quando un elicottero della protezione civile aveva portato all’imboccatura dell’antro quattro speleologi del soccorso alpino di Trieste tra cui un ungherese che risiede nel capoluogo giuliano, il 30enne Szolt Adam, che conoscendo la lingua doveva assolvere le funzioni di interprete con il gruppo magiaro. Una volta all’imboccatura la squadra di soccorso si è calata nella grotta, che ha una profondità di 800 metri, fino a raggiungere i quattro speleologi ungheresi. Tutti assieme hanno poi effettuato la risalita. Quindi hanno trascorso la notte all’addiaccio a pochi metri dall’uscita. Questa mattina verso le 7.30 c’è stato il tanto atteso contatto via radio con l’elicottero della Protezione Civile che attendeva al campo base di Sella Nevea. Fortunatamente le condizioni metereologiche già all’alba erano buone, non c’era nebbia e non nevicava. Così il decollo dell’elicottero è avvenuto senza problemi. Dopo pochi minuti il velivolo era già all’imboccatura della grotta ed uno alla volta gli otto speleologhi, quattro del soccorso e i quattro ungheresi intrappolati per cinque giorni nel Bila Pec, sono saliti a bordo. Due i viaggi dell’elicottero. E’ stato anche recuperato tutto il materiale usato per la discesa-risalita. Quindi tutti sono stati portati nella caserma della Guardia di Finanza di Sella Nevea. Qui ai quattro speleologi ungheresi è stato raccontato, dall’interprete Szolt Adam, il dramma dei loro due compagni morti, il recupero degli altri quattro e la trepida attesa di questi giorni per poterli venire a soccorrere. «Erano disperati per quanto accaduto ai loro due compagni morti, Attila Szabo di 33 anni e Anna Erdei di 30 - ha detto il comandante della compagnia di Tarvisio, da cui dipende la stazione di soccorso di Sella Nevea, il maggiore Marco Bonassoli - ma si sono resi conto che tutto il dramma è stato causato soprattutto dal maltempo. Da parte mia devo porre in risalto l’abnegazione, la perizia ed anche il coraggio degli uomini del soccorso alpino delle Fiamme Gialle e delle squadre di soccorso alpino di Sella Nevea e Trieste. Sono stati momenti difficili, anche di tensione, ma gestiti con grande ordine e professionalità». Il rientro in Ungheria (sono tutti della zona del lago Balaton) da parte dei quattro speleologi potrebbe già avvenire nel tardo pomeriggio, dopo essere stati sentiti dall’autorità giudiziaria che sulla vicenda ha aperto un’inchiesta.





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