
Impronta di un pregiudicato: è caccia all'uomo in tutta Italia
Data: Martedì, 28 marzo @ 10:55:36 CEST Argomento: Notizie e cronaca
Sono ad una svolta le indagini sul sequestro del piccolo Tommaso Onofri rapito la sera del 2 marzo dalla sua casa di Casalbaroncolo a Parma.
Sono ad una svolta le indagini sul sequestro del piccolo Tommaso Onofri rapito la sera del 2 marzo dalla sua casa di Casalbaroncolo a Parma. L'impronta trovata sullo scotch utilizzato dai rapitori del piccolo per immobilizzare Paolo Onofri apparterrebbe ad un pregiudicato siciliano che da qualche tempo è residente nella zona. Da quell'impronta, infatti, gli investigatori sono risaliti a un gruppo di persone su cui stanno concentrando la loro attenzione tra i quali ci sarebbero un uomo e una donna.
Impronta chiave di volta - L'impronta è il punto fermo ai quali i carabinieri dei Ris sono riusciti a dare un nome e un cognome. Il pregiudicato è ricercato in tutta Italia e sarebbe in corso un'autentica caccia all'uomo che da alcuni giorni sembra essersi reso irreperibile. Sarebbe lui quindi che la notte del 2 marzo avrebbe fatto irruzione con un'altra persona, forse una donna, nella cascina degli Onofri per prelevare il bimbo. Gli investigatori stanno cercando di capire se ci possano essere dei collegamenti, la cosa sembra probabile, con il manovale Mario Alessi, 45 anni, il muratore siciliano che eseguì dei lavori di ristrutturazione nel casale degli Onofri e che risulta indagato per concorso in seuqestro di persona. Il muratore per la sera del rapimento non ha un alibi ed inoltre lo incastrerebbero alcune telefonate fatte dal cellulare in quei giorni. L'uomo, con un processo in corso per concorso in violenza sessuale e sequestro (nel 2000 finì nei guai per un'accusa di stupro) era stato già indagato per falsa testimonianza dopo che il suo alibi non aveva trovato i riscontri da parte degli inquirenti.
Il muratore: "Non c'entro nulla" - "Sono una persona estranea ai fatti". Queste le parole di Mario Alessi. Lasciando lo studio del suo legale, Alessi ha detto solo poche parole. "L'ho presa malissimo", ha spiegato ai cronisti, mentre la moglie spiegava che l'accusa verso suo marito "è una cosa molto strana". Con Onofri i rapporti erano di "solo lavoro e basta", ha spiegato il manovale, specificando però che il padre del bimbo è per lui "una persona cara". Ha un messaggio da dare ai genitori di Tommy? "Forza e coraggio", ha risposto Alessi prima di allontanarsi dalle telecamere. "L'unica sua colpa è aver lavorato in quella cascina" ha detto il suo avvocato, Laura Ferraboschi, ribadendo che contro Alessi ci sono "solo sospetti, non indizi", e che l'avviso di garanzia è stato notificato solo "per compiere alcuni atti che richiedono la presenza dell'avvocato".
Ieri è stato sentito negli uffici della Questura di Parma un altro manovale, che ha lavorato per una decina di giorni nella cascina degli Onofri. L'uomo, cugino di L.G.B., il manovale che gestiva i lavori nella cascina, ha spiegato agli investigatori che conosceva Alessi "solo di vista", definendolo "una bravissima persona".
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