Al Circo Massimo è delirio
Data: Martedì, 11 luglio @ 08:40:48 CEST
Argomento: Sport


In oltre un milione hanno salutato il ritorno della nazionale campione del mondo nella capitale. Al Circo Massimo, dove si è svolta la festa celebrativa, erano in 700.000.

Sono un milione, giunti da tutte le parti d'Italia per scrivere a Roma, al Circo Massimo, una pagina della storia dello sport italiano. Non è bastata loro l'ubriacatura della vittoria della Coppa del Mondo di calcio in Germania, durata tutta la notte scorsa. I tifosi hanno voluto applaudire i loro idoli, vederli dal vivo e gridargli in faccia la felicità, sventolando migliaia di bandiere tricolori e cantando, finalmente tutti insieme, l'Inno di Mameli. E la Nazionale non li ha delusi: dopo aver attraversato a fatica mezza città, tra due ali di folla sempre in delirio, i campioni del mondo alle 23 sono arrivati al Circo Massimo dove in centinaia di migliaia li attendevano sin dalle prime ore del pomeriggio. E' la voglia di calcio pulito, quello vero, che oggi è scesa in piazza. Quando arriva il bus scoperto, il Circo Massimo esplode in un boato accompagnato dai fuochi d'artificio. Totti, padrone di casa, indossa un enorme cilindro giallorosso, capitan Cannavaro saluta instancabilmente tutti e guarda incredulo la folla radunata. E poi tutti insieme, giocatori e tifosi, intonano quello che è ormai diventato il secondo inno della Nazionale e che fino ad oggi è stato l'inno della Curva Sud, ovvero il famoso "Po po po po po po po". Uno ad uno i giocatori vengono chiamati sul palco e la folla, grata per la bellissima vittoria di ieri, grida per ognuno di loro un fortissimo 'Ole'' con un infinito sventolio di bandiere. E non possono mancare le note di "We are the champions" che sembrano per pochi secondi rasserenare il clima dell'arena del Circo Massimo. Nonostante gli inviti a scendere provenienti dai megafoni e dal palco, decine di cittadini, come già accadde per la festa dello scudetto della Roma, sempre al Circo Massimo, hanno deciso di godersi lo spettacolo arrampicati sulle rovine del Palatino e sui tetti di alcune case. La situazione di pericolo non li ha minimamente spaventati. Sul palco intanto sale Carlo Verdone ma sono presenti anche molti dei protagonisti che hanno accompagnato, commentandolo in tv, il lungo viaggio della Nazionale in questo mese mondiale, da Marco Tardelli a Fulvio Collovati e Beppe Signori. Dopo l'arrivo della Nazionale alcune transenne cedono e molti cercano di scavalcarle per vedere da vicino la Nazionale e per cercare un po' d'acqua, finita da ore. Tra i primi ad arrivare oggi pomeriggio era stato il sindaco di Roma Walter Veltroni che aveva detto: "Oggi Roma fa la sua parte di capitale e abbraccia questi fantastici ragazzi, per scrivere una pagina che rimarrà nella storia della città e del paese. Dovevamo vincere - aveva aggiunto - perché nell'aria, in questi giorni, c'era qualcosa di magico in ciò che stava accadendo, una specie di destino". Lo sguardo di Veltroni si fa scuro quando, solo per un attimo, parla "dell'incomprensibile gesto di Blatter che ieri non ha consegnato la Coppa ai giocatori italiani. Spero - aveva concluso - che arrivi presto una giustificazione legata ad un problema di salute".





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