
30 dollari per un telefonino
Data: Mercoledì, 28 settembre @ 16:56:53 CEST Argomento: Telefonia
Motorola si è aggiudicata un contratto dell'Associazione GSM per la vendita di telefonini low-cost nei paesi in via di sviluppo.
A partire dal gennaio 2006, l'azienda americana venderà 6 milioni di cellulari a trenta dollari l'uno, in 17 paesi tra cui India, Nigeria, Bangladesh, Yemen e Kenya, all'interno del programma Emerging Market Handset. I modelli distribuiti saranno il nuovo C113a e il precedente C113, con il quale Motorola si era già assicurata anche la prima fase del progetto EMH.
L'iniziativa rientra in quel graduale percorso di abbattimento del digital divide che sembra essere finalmente decollato negli ultimi mesi. Per avvicinare i paesi più poveri alle nuove tecnologie si tende a offrire loro dei dispositivi speciali, realizzati a basso costo, nei quali vengono abilitate solo le funzioni base. In pole position, ci sono proprio i telefonini.
Secondo una recente ricerca di Vodafone, l'impatto dei cellulari nei paesi in via di sviluppo potrebbe essere doppio rispetto a quello - già notevole - avuto nel mondo occidentale. In molte aree del pianeta, non esistono ancora linee a terra e la telefonia mobile è destinata a diventare il primo e principale canale di comunicazione, utilizzabile anche per le connessioni a Internet.
La battaglia contro il digital divide, comunque, coinvolge anche il mondo dei computer. Dopo averlo presentato lo scorso febbraio, Nicholas Negroponte è tornato di recente a parlare del progetto dei laptop a 100 dollari per i paesi più poveri. Dotati di uno schermo a cristalli liquidi, connettività Wi-Fi ed equipaggiati con Linux, i primi modelli dei computer low-cost saranno pronti a metà 2006 e secondo Negroponte dovranno essere distribuiti direttamente dai ministeri dell'educazione ai bambini, assieme ai libri di scuola.
Tra i primi governi che si sono dimostrati interessati al progetto c'è quello brasiliano, con il quale sono aperte delle trattative per la produzione stessa dei pc. Proprio il paese sudamericano, la scorsa primavera è stato protagonista di una serie di schermaglie con Microsoft per la gestione del programma Pc Conectado, studiato per fornire hardware e accessibilità alle fasce più povere della popolazione. Alla fine, il governo Lula ha deciso di adottare il sistema operativo Linux.
Fonte: La Stampa
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