In Italia è tornato l'orso ma non sa più dove vivere
Data: Mercoledì, 28 settembre @ 20:58:39 CEST
Argomento: Scienze


Come difendere la colonia di marsicani d'Abruzzo Habitat ostili: è già lotta per la sopravvivenza

ROMA - Uccidono ogni anno centinaia di persone, ammazzano il bestiame e distruggono le arnie, ma rischiano l'estinzione. Proteggere le otto specie di orsi del pianeta, affrontando il problema della coesistenza con l'uomo e della distruzione dei loro habitat è una sfida complessa, alla quale cerca di portare idee e soluzioni il congresso mondiale dell'International bear association che si è aperto a Riva del Garda, in provincia di Trento. Se oltre 400 specialisti di tutto il mondo si riuniscono in Italia non è un caso, perché l'ursus arctos marsicanus, l'orso bruno del parco nazionale d'Abruzzo, una delle ultime tre popolazioni dell'Europa occidentale, è tra quelle che rischiano di scomparire in tempi brevi. Non è una scelta casuale neanche quella della provincia autonoma del Trentino, che ha voluto il congresso e che più ha fatto negli ultimi anni per reintrodurre gli orsi e affrontare il problema della coabitazione con l'uomo in maniera più efficace. Nord America, Asia, America Latina o Europa, la questione sul tavolo non cambia e i ricercatori si chiedono come rispondere alle principali minacce alla sopravvivenza degli orsi. Non senza polemiche, come in Italia, dove si discute sul numero di marsicani rimasti e sull'utilizzo dei fondi per la loro salvaguardia. Ad aprire il congresso una relazione di Luigi Boitani, e per la prima volta uno studio di Ettore Randi presenta i risultati del monitoraggio genetico della popolazione di orsi in Abruzzo: "In quanto a conoscenza scientifica siamo quasi all'anno zero - dice Boitani - per decenni non s'è fatto quasi nulla. Da un paio d'anni però il parco d'Abruzzo ha assunto un nuovo atteggiamento e iniziato nuovi studi". Diversa la situazione in Trentino: "La regione rappresenta un modello nella gestione dei problemi - dice Piero Genovesi, ricercatore dell'Istituto nazionale fauna selvatica e organizzatore del congresso, con Claudio Groff - e la storia dell'orsa Jurka ne è un esempio". La femmina di orso bruno negli ultimi mesi si è spesso avvicinata a malghe e case in Trentino e c'è chi se l'è trovata di fronte di notte, perché l'ha sorpresa a cibarsi dei rifiuti dei cassonetti. "Jurka ha un carattere pacifico - dice Genovesi - ma è indispensabile agire per ricondurla lontano dalle aree abitate. La provincia di Trento, insieme con il ministero dell'Ambiente, sta studiando la soluzione migliore. Jurka non è solo un'orsa arrivata in città, ma anche una femmina riproduttiva d'una piccola popolazione appena insediata, che oggi conta 7 adulti e 12 cuccioli. Sotto questo punto di vista è una risorsa e non un pericolo". (La Republica 27 settembre 2005)





Questo Articolo proviene da technomat.net
http://www.technomat.net

L'URL per questa storia è:
http://www.technomat.net/article517.html