
Confermato il virus in Russia
Data: Mercoledì, 19 ottobre @ 22:21:41 CEST Argomento: Salute
In Russia è confermata la presenza di un focolaio di influenza aviaria nella regione di Tula, a 200 chilometri da Mosca, causata dal virus H5n1.
La conferma è arrivata direttamente dalle autorità russe alla Commissione europea. Nella zona colpita su 1.010 uccelli domestici, 493 volatili si sono ammalati e 220 sono morti. Oggi tutti i volatili della zona sono stati abbattuti e distrutti e i servizi veterinari hanno attivato una serie di misure per evitare la diffusione del virus. «La Commissione - si legge in un comunicato di Bruxelles - si mantiene in stretto contatto con i servizi veterinari russi e la situazione sarà esaminata dal Comitato permanente Ue che si riunisce domani». Si sta preparando una decisione dell’Esecutivo comunitario di blocco delle importazioni di volatili dalle vivi e piume già in vigore dall’estate scorsa nei distretti federali dell’Estremo Oriente, della Siberia, degli Urali.
In Ungheria, invece, avrebbero avuto risultati positivi i test per un vaccino contro il virus dell’influenza aviaria. Il ministro della Sanità magiaro Jenoe Recz afferma di essere quasi certo che i vaccini potrebbero funzionare anche sull'uomo. «I risultati sono preliminari - dice il ministro Jenoe Recz - ma io posso dire con una certezza del 99,9% che il vaccino funziona». Il ministro, che è una delle autorità sanitarie magiare che si è prestata come cavia nella sperimentazione umana dei sieri vaccinandosi tre settimane fa, ha rivelato che le analisi mediche hanno dimostrato un aumento degli anticorpi nel suo sangue.
Intanto, seguendo la strada dell’Olanda, le autorità sanitarie degli Stati tedeschi della Bavaria e del Baden-Wuerttemberg hanno vietato agli allevamenti di tenere all’aria aperta i volatili almeno fino a metà dicembre per evitare i contatti con gli uccelli migratori, che potrebbero diffondere il temibile virus aviario H5n1.
In Italia, invece, nel decreto legge sull’emergenza aviaria esaminato oggi dalla commissione Sanità, sono spariti i 50 milioni di euro per l’acquisto di antivirali, risorse che potrebbero aumentare o calare in base alle necessità individuate dal ministro Storace. In aula al Senato il provvedimento arriverà con una serie di emendamenti che vanno dal riconoscimento del ruolo di ente di ricerca nazionale allo Spallanzani di Roma, a quelle dell’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise per le funzioni di formazione e ricerca. «Questi istituti - dice Cesare Cursi, sottosegretario al ministero della Salute - svolgono tutti una grande funzionee importante è il ruolo che diamo al centro di Padova, che viene indicato non solo da noi, ma anche dall’organizzazione mondiale della veterinaria come centro di referenza dell’influenza aviaria. Insomma, il sistema Italia nella veterinaria non è seconda a nessuno».
Il ministro alla Salute Francesco Storace ha risposto alla Camera dei deputati a un question time sull’influenza aviaria. «Sul tema delle nostre carni - dice Storace rispondendo all’interrogazione del leghista Cesare Ercole - si è verificata una psicosi incredibile, è diminuito il consumo di carne di pollo immotivatamente, perché sappiamo che le carni cotte non fanno male al cittadino. Quelle italiane sono controllate all’allevamento alla commercializzazione e alla macellazione da 5.800 veterinari italiani». Sarà possibile, inoltre, derogare le norma di blocco del turn over per i veterinari da impiegare all'interno dei posti di ispezione frontaliera e per il sistema regionale.
Da domani, ha annunciato Storace, saranno verificate a livello europeo le possibilità di avviare iniziative comuni: il 20 e il 21 ottobre, infatti, Storace sarà a Londra per l’incontro informale dei ministri della Salute dell’Unione, nel quale si discuterà anche dell’acquisizione di farmaci per la prevenzione e delle terapie più idonee per contrastare l’eventuale pandemia.
Contro la psicosi da influenza aviaria l’assessore alla Sanità della regione Veneto Flavio Tosi ha mangiato, a beneficio delle telecamere, insieme ai titolari dell’azienda, una tartare cruda di pollo nel più grande stabilimento agrozootecnico d’Italia, la Aia di San Martino Buon Albergo, in provincia di Verona.
Intanto in Italia i controlli diventano sempre più stringenti: un camion con 2.300 chili di prodotti fra carne e pesce destinati alla comunità cinese di Prato sono stati sequestrati dai Nas nell’ambito dei controlli legati all’emergenza inlfluenza aviaria. Nel corso dell’ultimo mese nel triangolo fra Prato, Campi Bisenzio e Firenze sono stati effettuati 50 controlli che hanno portato alla scoperta di depositi clandestini di prodotti made in Cina, fra cui i famosi polli neri, per un valore di un milione di euro.
In Toscana, intanto, è partito il piano di sorveglianza sierologia sugli allevamenti rurali, che, al ritmo di 150 al mese, testerà 4.500 animali fino a gennaio.
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