
Alitalia in difesa comincia dai tagli
Data: Venerdì, 21 ottobre @ 07:16:11 CEST Argomento: Economia
Giancarlo Cimoli, intende avviare la fase di risanamento affidando la propria redditività più al controllo del costi e ai target di produttività che alla crescita dei ricavi.
La compagnia di bandiera, che è in procinto di incontrare le banche (in primis Deutsche e Intesa) in vista di un aumento di capitale da 1,2 miliardi, prevede una riduzione della percentuale del costo del lavoro sulle vendite dal 21% pro forma del 2004 al 12-13% a fine periodo. Dai 20.500 dipendenti precedenti, Alitalia (con l'esclusione di Alitalia Servizi) ne avrà 9.600 nel 2008 e il costo del lavoro scenderà del 24 per cento. In tre anni tra razionalizzazione dei contratti e uscite incentivate la riduzione del costo del lavoro sono previsti risparmi pari a 1.200 unità. Il rilancio dovrebbe decollare solo nel 2007-2008, mentre gli investimenti totali nel biennio sono stimati in circa un miliardo di euro. Il piano di Cimoli conferma il target di utile netto per il 2006 e stima il debt/equity ratio in calo dal 4,1 nel 2004 a circa lo 0,3 nel periodo 2007-2008. Il piano, inoltre, prevede un Ebitdar (earnings before interests, depreciation, amortization and rentals) al 14% a fine periodo su ricavi in crescita tra il 7% e l'8% annuo. Il miglioramento dei ricavi è affidato in particolare all'incremento di capacità in mercati come India, Europa dell'Est e Medio Oriente.
«Lo scenario presentato - commenta un analista - è uno scenario di best case che il titolo già incorpora nelle valutazioni attuali». Il piano prevede un prezzo del petrolio a 60 dollari al barile per il 2006, 57 dollari per il 2007 e 55 nel 2008. Per coprirsi contro le fluttuazioni del greggio, che hanno causato un pesante aggravio di costi, userà una combinazione di politiche di fuel surcharge (il sovrapprezzo sul costo del biglietto) e hedging (strategia conservativa che mira a coprire da eventuali ribassi o rialzi degli strumenti finanziari). Per quanto riguarda la riorganizzazione, nel piano è confermato che Fintecna avrà la maggioranza dei diritti di voto in Alitalia Servizi a partire dal novembre 2005. La quota aumenterà poi progressivamente tramite la sottoscrizione di una serie di aumenti di capitale che copriranno le necessità future di Alitalia Servizi. Fintecna arriverà quindi a detenere il 70% della società, in cui tra l'altro non è stato scaricato alcun debito.
Veltroni: «Situazione drammatica, sia apra un tavolo di confronto». I segnali sono scoraggianti e lasciano pensare a un prograssivo deterioramento della situazione sul fronte industriale e occupazionale. Per questo il sindaco di Roma Walter Veltroni chiede l'apertura di un tavolo di confronto che coinvolga enti locali, sindacati e Governo contro le crisi in atto di Aeroporti di Roma (società di gestione degli aeroscali capitolini Fiumicino e Ciampino per il cui controllo e rilancio sono state avviate mercoledì trattative fra la Save, che gestisce il Marco Polo di venezia, e la controllante Gemina dei Romiti) e di Alitalia. «Desta allarme la notizia della messa in mobilità da parte di Aeroporti di Roma di 448 addetti negli scali romani - ha dichiarato il sindaco - e allo stesso modo seguiamo le sorti dell'Alitalia e la minaccia di un numero molto consistente di esuberi in quella compagnia aerea. Sono due facce della stessa medaglia, di una situazione che può rivelarsi drammatica non solo per i lavoratori coinvolti e per la città di Roma ma per l'intero paese». A questo punto «occorre una strategia forte per rilanciare la competitività della maggiore compagnia aerea italiana e insieme degli scali della capitale».
«Sono convinto - ha aggiunto Veltroni - che il nostro paese non può permettersi di accumulare ulteriore ritardo rispetto a quelli che sono al centro delle rotte internazionali, al centro di scambi commerciali e flussi turistici rilevantissimi. Una delle chiavi del rilancio del settore è ridare la giusta centralità agli scali romani, tanto più in un momento in cui Roma attira un numero crescente di turisti e ha una performance economica molto positiva».
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