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Sport Sport : Cassano: «Col Real diventerò il migliore. Totti? Io di lui non voglio parlare»



LA PRIMA GIORNATA DA GALATTICO - ANTONIO NON NASCONDE LA ROTTURA COL CAPITANO DELLA ROMA «L?Italia mi rimpiange? Poteva pensarci prima - Mi voleva anche l?Inter ma è arrivata tardi - Ringrazio il Re, vedrà che non si è sbagliato - Capello come un padre»

Dai palchetti d'onore del Santiago Bernabeu, a brillare (intanto) sono l'anello e gli orecchini. Antonio Cassano si perde sullo sfondo del tempio madridista, fra i soci della Casa Blanca e circa mille tifosi-curiosi per cui, da lì a poco, tirerà i primi calci spagnoli. Il cerimoniale è rigoroso, l'attesa sfumata, ma non i toni di un botta e risposta nella pancia dello stadio che sancisce, fra l'altro, lo stato di crisi Cassano-Totti con squilli di tromba per le coronarie del Ct azzurro, Marcello Lippi. Genio, ma insopportabile. Oppure, il ragazzo dalle mille leggende. Cosa deve aspettarsi il popolo che tifa Real Madrid? «Ho una gran voglia di cambiare, di zittire tutti quelli che mi hanno etichettato come un ragazzo dal carattere difficile. Per me comincia una nuova vita». Errori e buoni propositi fino ad ora sono stati i compagni di viaggio di Antonio Cassano. «Sbagliano tutti, io ho le mie colpe per cose accadute in passato, ma con me hanno sbagliato in tanti solo che a pagare ero sempre io. Mi hanno massacrato appena si presentava l'occasione». Zidane, Ronaldo, Beckham, Raul e compagni. La convivenza la spaventa? «Neanche per sogno. Stiamo parlando di campioni, di gente che ha il dono di far divertire il pubblico, ma soprattutto di ragazzi umili. Nessun problema». L'Italia sembra essersi svegliata al grido «oddio, perdiamo Cassano!». «Troppo tardi, dovevano pensarci prima. Non so se la mia partenza segni una sconfitta per il nostro calcio. Dico solo che dovevano pensarci prima». E l'Inter, la telefonata di Mancini? «So che Moratti ha telefonato al mio procuratore la sera stessa in cui si è conclusa la trattativa con il Real offrendomi lo stesso ingaggio di Adriano, ma da giugno. E, poi c'era anche l'Arsenal». E, la Juventus? «Oggi, per quello che si è detto e scritto per giorni, sarei dovuto essere nuovamente alle dipendenze di Capello. E, invece, guardate dove è lui e dove sono io. Ho scelto il Real, a Madrid posso vincere tutto». Cassano galattico, Totti a Trigoria. «Non parlo di lui». Di lui, invece, ha parlato Zinadine Zidane mettendolo un gradino sotto un certo Cassano. E' così? «Se lo dice uno che ha vinto tanto bisogna crederci. Lo ringrazio di cuore». A sedici anni sognava di essere quà insieme a Totti. «Ora penso a realizzare i miei di sogni». Da Roma e Madrid. Cosa resta nella valigia dell'esperienza giallorossa? «I tre anni con Capello sono stati il momento più bello. Lui, rispetto agli altri, mi ha trattato come fa un padre con un figlio. Gli ultimi sedici mesi sono da cancellare». Prima Cassano, poi don Fabio nella Ciudad Deportiva. Così si dice in giro. «C'è un tecnico, Lopez Caro. E una società: chiedete a loro. Io non posso che ribadire come Capello occupi un posto fondamentale nel mio processo di crescita». In giro si racconta anche che il trasloco a Madrid sia avvenuto sulla spinta dei soldi. «Non è vero altrimenti non avrei rinunciato a circa due milioni di euro che ancora mi dovevano a Trigoria. Piuttosto si diceva che Cassano avrebbe trovato difficoltà a cambiare aria, invece eccomi nella squadra più forte del mondo». Giocherà accanto a più di un Pallone d'Oro. «Da oggi posso cominciare a mettere il primo mattoncino anch'io. Uno dei miei sogni è sempre stato quello di diventare il più forte in circolazione. Ora, con questa maglia addosso, è davvero possibile». Ma si sente un galattico? «E' bello quando si arriva con questa etichetta, mi piace la definizione, ma voglio dimostrare di esserlo sul campo». Un galattico anche per Marcello Lippi? «La presunzione non c'entra, ma se gioco ai Mondiali ci sarò. Non ho mai smesso di credere di poter far parte della spedizione azzurra. Ora dipende da me, dai miei gol, dalla mia condizione». Quale parte del campo occuperà Cassano? «Basta giocare, decide il tecnico. E, se sarà panchina, spetterà a me fargli cambiare idea con il lavoro». Ha visto la classifica della Liga? «Quando giochi nel Real niente è impossibile. Possiamo recuperare sul Barcellona e vincere qualcosa di importante già quest'anno come vuole Perez». Si ricomincia da domenica a Villareal? «E' quindici giorni che non mi alleno al meglio, vedremo». Scusi la nuova intrusione sulle faccende di casa-Roma, ma perchè con Totti i rapporti si sarebbero incrinati? «Non rispondo». Dedicherà il suo primo gol spagnolo ad Afredo Di Stefano? «Penserò certo a lui. Ma, il primo gol sarà anche per tutti quelli che mi vogliono bene». A Roma ce ne sono? «Sono convinti che la gente abbia capito i motivi del mio addio». Re Juan Carlos sembra già diventato il suo primo tifoso. «Lo ringrazio per quello che ha detto. E, presto, sul campo ricambierò la sua fiducia». Cosa le resta del primo giorno a Madrid? «L'organizzazione del club. Pensi sia grande, bene è qualcosa di più». Cassano passa e chiude. Nella Capitale è già tempo di riflessioni ad alta voce. Meglio lui di Totti, disse Zidane qualche tempo fa. Oggi, Cassano è galattico, Totti a Trigoria e Lippi scosso da un duello ormai nemmeno tanto mascherato. Fra sei mesi si parte per la Germania.

Postato il Giovedì, 05 gennaio @ 12:06:24 CET di mat1
 
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