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Economia Economia : “Finanziaria responsabile”. Sì Ue a Tremonti



Martedì il commissario europeo per gli affari economici Almunia incontrerà a Bruxelles il nostro ministro

Bruxelles - Sul cielo dei conti pubblici italiani torna il sereno: martedì il commissario europeo per gli Affari economici Joaquin Almunia incontrerà a Bruxelles il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e, in via informale, esprimerà un giudizio sostanzialmente positivo sui tagli del deficit contenuti nella finanziaria 2006. L'incontro, atteso da tempo e preannunciato dallo stesso Almunia in più sedi nei mesi scorsi, si terrà nel pomeriggio e sarà seguito, probabilmente, da una conferenza stampa congiunta. Il giudizio dell’esecutivo Ue sarà poi formalizzato il 22 febbraio per andare sul tavolo dei ministri dell’Ecofin il 14 marzo. L'Italia, su cui pende la procedura per deficit eccessivo concordata con i ministri delle finanze europei lo scorso luglio, ha tempo fino al 12 gennaio per presentare a Bruxelles delle misure convincenti che riportino il disavanzo sotto il tetto del 3% del rapporto con il Pil fissato dal patto di stabilità. In base alla procedura, Roma deve ridurre il deficit dell’1,6% del pil, con misure strutturali, nel biennio 2006-07 e la prima metà dei tagli (0,8%) va fatta quest’anno. A quanto si apprende, la finanziaria messa a punto da Giulio Tremonti, ad una prima lettura, sembra convincere Bruxelles che è orientata a non fare ulteriori raccomandazioni. Ma di certo l'esecutivo Ue non abbasserà la guardia e vigilerà affinchè le misure vengano applicate con rigore. In ogni caso, in assenza di nuovi richiami da parte di Almunia, per un nuovo esame della situazione di bilancio italiana bisognerà aspettare le prossime previsioni d’autunno della commissione, ovvero fino a novembre, in quanto è escluso che in primavera l’andamento dei conti possa cambiare. Dopodichè i riflettori saranno puntati tutti sulla correzione richiesta per l’anno successivo, quando Roma dovrà ridurre nuovamente il disavanzo dello 0,8%. Di certo gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da fitti contatti tra il Tesoro e gli uffici di Almunia, da un alacre lavoro tecnico, con tanto di missioni degli esperti sull'asse Roma-Bruxelles. In effetti il quadro sulle finanze italiane delineato dall’esecutivo Ue nelle previsioni economiche dello scorso novembre era fatto di luci, ma anche di ombre. La commissione in quell'occasione ha previsto che il deficit 2006 sarà al 4,2% del Pil contro l’obiettivo del 3,8% fissato dal piano di rientro dell’Ecofin. D’altra parte, scriveva l’esecutivo Ue, il progetto di Finanziaria mostra «rischi positivi e negativi» e a suscitare le maggiori perplessità erano gli «ambiziosi» tagli della spesa per la sanità e per la pubblica amministrazione pianificati da Roma e la possibilità di realizzarli pienamente. Ma nel corso della stesura della legge di bilancio, dopo “manovrine” aggiuntive e iter parlamentare, la versione finale del testo, trasmessa a Bruxelles durante il periodo natalizio, risulta migliorata e sufficiente a riportare il disavanzo 2006 al 3,8% del Pil come stabilito a luglio. E questo, a quanto si apprende, è stato reso possibile non solo grazie alla stretta sulle due voci di spesa nel mirino, ma anche allo slittamento al prossimo anno degli investimenti per la competitività previsti dalla strategia di Lisbona. Comunque già a dicembre si intuiva che l’Italia avrebbe potuto tirare un sospiro di sollievo. All’ultimo Ecofin dello scorso anno in effetti era stato proprio il commissario europeo a fornire una prima apertura di credito sulle nuove misure in cantiere. «Continuiamo a ricevere i dettagli - aveva spiegato Almunia - credo che le cose vadano nella giusta direzione». Ma non solo, il commissario si era ulteriormente sbilanciato con i giornalisti, auspicando che dopo l’incontro di gennaio con il titolare di via XX settembre «sia io che Tremonti potremo darvi buone notizie». I conti italiani comunque resteranno sotto la lente di Bruxelles e, a quanto si apprende, nel 2007 la strada potrebbe tornare in salita. L'esecutivo Ue infatti, intende tenere d’occhio innanzitutto il carattere strutturale di alcune misure che, sebbene avranno impatto positivo per l’anno in corso, non è assicurato diano gli stessi risultati il prossimo anno. In secondo luogo, i fari dell’esecutivo comunitario resteranno saldamente puntati sui tagli alla spesa sanitaria. Oltre al giudizio sulla Finanziaria, nelle prossime settimane la Commissione europea stilerà anche il suo parere sul programma di stabilità aggiornato, trasmesso a Bruxelles a dicembre. Si tratta di due esercizi diversi, visto che il secondo rientra nella normale routine dell’attività dell’esecutivo Ue, è pluriennale e va fatto per tutti i paesi membri. Ma in fondo, fanno notare a Bruxelles, le due valutazioni non sono del tutto scisse l’una dall’altra se si considera che l’Ecofin ha concesso all’Italia due anni, e non uno, per riportare il deficit sotto il tetto 3%.
Fonte: La Padania Online

Postato il Sabato, 07 gennaio @ 13:35:02 CET di mat1
 
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