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Scienze : Robot sempre piu' umani, arriva la pelle elettronica
ATTILA scrive "Un gruppo di ricercatori dell'universita' di Tokio sembra aver risolto un annoso problema: conciliare la presenza di numerosi sensori con un materiale molto leggero ed estremamente flessibile.
Quasi come la pelle umana, dotata di sensibilita' al tatto, capace di percepire pressione e temperatura. Le nuove frontiere della robotica avvicinano sempre di piu' la macchina all'uomo. Dopo i prototipi di ultima generazione, come il robot segretaria uscito dai laboratori di ricerca di una universita' americana; dopo i robot giapponesi capaci di giocare a calcio o di eseguire musiche di Mozart con tanto di violino vero, ecco che la rivista dell'Accademia americana delle Scienze (Pnas) pubblica la notizia dell'ultimo gioiello uscito dall'universita' di Tokio, che sembra aver risolto in buona parte il problema che fino a oggi aveva dato filo da torcere ai ricercatori di tutto il mondo: una pelle elettronica che concilia la presenza di numerosi sensori con un materiale molto leggero ed estremamente flessibile.
"Una sensibilita' simile a quella della pelle umana cosi' come la capacita' di riconoscere informazioni tattili sara' una caratteristica essenziale per le future generazioni di robot. Permettera' infatti agli automi di operare in ambienti non strutturati", hanno osservato i ricercatori giapponesi, coordinati da Takao Someya. Nel 2004, lo stesso gruppo di Someya aveva messo a punto un primo esempio di pelle artificiale, meno complesso di quello attuale in quanto aveva soltanto sensori di pressione. La sfida era ottenere qualcosa di molto piu' complesso e simile alla sensazione del tatto che prova l'uomo, utilizzando piu' tipi di sensori e un materiale flessibile abbastanza da poter essere applicato senza problemi a superfici tridimensionali, per esempio alle dita di un robot antropomorfo.
Il gruppo giapponese ha raggiunto l'obiettivo in appena un anno. La pelle robotica, che nei test e' stata avvolta attorno a un uovo, consiste in una rete di minuscoli sensori basati su circuiti elettronici che rilevano la pressione e di semiconduttori organici che rilevano la temperatura. Il tutto avvolto da un sottilissimo strato di plastica. La pelle cosi' ottenuta e' molto flessibile, economica e facile da ottenere, tanto da poter essere utilizzata, oltre che per dare il tatto ai robot, per altre applicazioni. E sulla scia dell'entusiasmo per il risultato ottenuto, i ricercatori guardano gia' al futuro e pensano a una super-pelle elettronica che permetta ai robot di percepire anche luce, suoni e umidita'. "
Postato il Lunedì, 29 agosto @ 00:00:00 CEST di mat1
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