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Economia : La repubblica di Lapo...
Torino sembra più vicina alla Repubblica che non alla monarchia, di questi tempi. Specialmente nel leggere l'intervista che Lapo Elkann, enfant prodige del brand promotion Fiat, ha rilasciato a Novella 2000 in edicola in
Di Antonino D'Anna
questi gioni. Il vecchio adagio "L'Italia è una Repubblica, con un presidente, ma Torino è una Monarchia con un Re, Gianni Agnelli", va in pensione non appena questo simpatico pel di carota poco bravo coi congiuntivi, fidanzato con Martina Stella ma ex assistente personale del Metternich di Washington, Henry Kissinger, apre bocca per raccontare di sé, la sua famiglia, le sue passioni.
E scopri che l'algido nonno non avrebbe mai potuto tollerare l'espressione "fiorellizzare" la Fiat: "Porteremo la Punto per le piazze italiane, come faceva Fiorello col Karaoke - dice, annunciando che - Abbiamo già deciso le tappe del tour anche nelle città più piccole del nostro Paese". Perché Lapo, conscio del fatto che l'auto è un prodotto democratico, vuole "creare una forza 'saltellante' che spinga a lasciare la vecchia auto ed acquistare una nuova generazione di Fiat". Mai e poi mai l'inclito avo avrebbe potuto usare un'espressione simile, lui che definì i cuscinetti a sfera "caviale dell'automobile" e solo una volta, con la 130, mise personalmente mano al progetto di una nuova vettura. Con risultati tragici.
La Repubblica torinese è dunque in mano al presidente, Luca Cordero di Montezemolo, un vice che è anche una sorta di Primo Ministro, John Elkann detto Jaki, fratello maggiore di Lapo, dal carattere più schivo e riservato, e un ambasciatore per il mondo che è appunto Lapo, il quale non soffre la concorrenza del fratellone né degli altri figli nati dal secondo matrimonio di sua madre Margherita (in totale sette figli): "Siamo tutti molto diversi, ma per me questa è una ricchezza - dichiara fiero - e gioisco dei loro successi, anche se non vi ho preso parte. Mia sorella, ad esempio (Ginevra, Ndr) ha presentato un corto alla mostra di Venezia, sono stato molto felice".
Eccolo qua, il Lapo che non ti aspetti: tutt'altro che un modaiolo incosciente o un giovane viveur, ma uno che macina conscio degli obiettivi, perché "Me l'ha insegnato Kissinger: non importa lo sforzo profuso, contano i risultati", anche se i nonni lo hanno educato nel rispetto di un proverbio yankee che cita: "work hard, play hard", più t'impegni più puoi lottare ai massimi livelli. Repubblicano, allora, Lapo si scopre. Ancora di più quando dice di non ritenere al momento possibile la sua nomina a presidente della Juventus, e passa a parlare con grande ammirazione e una punta d'affetto di un grande campione, Valentino Rossi: "Formula 1? Affari della Ferrari - risponde, anche se sembra lui ne sappia qualcosa -, io l'ho invitato a provare la nuova Punto Rally, vedremo quali saranno le sue sensazioni e che cosa ci dirà", ma se fosse per lui probabilmente se lo porterebbe anche domattina a lavorare in Fiat (e una cosa del genere l'ha detta nel corso di un'intervista a Radio 24).
Si è sempre parlato della Fiat come di un tentacolare Impero; alcuni hanno usato questa metafora con affetto, i detrattori ne hanno fatto quasi una saga degna del Padrino di Francis Ford Coppola. Eppure, a guardare questo giovane uomo che posa gratis per beneficenza e veste con sgargianti gessati, che in maniche di camicia fa il dj e poi studia con attenzione la maquette di un modello o posa serioso appoggiato ad un motore Alfa Romeo, beh… ti verrebbe voglia di dire che alla Fiat sono arrivati proprio i nostri. E che l'Impero, piano piano, diverrà una nazione federale. Di tutti.
Postato il Sabato, 24 settembre @ 15:00:00 CEST di mat1
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