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Salute : Influenza, "a letto 5milioni di italiani"
La previsione è di Fabrizio Pregliasco, dell'Istituto di Virologia dell'Universita' di Milano, che fa il punto sulla diffusione del vaccino: "Il numero di anziani 'coperti' è buono, ma il nostro Paese è indietro sulla percentuale generale della popolazione". Poi invita a non avere fretta: "Meglio attendere novembre"
Milano, 11 ottobre 2005 - ''Il clamore sull'influenza aviaria al momento improbabile, ha tolto i riflettori dal problema certo che e' l'influenza normale, che come tutti gli anni arrivera' sicuramente e che si stima mettera' a letto quest'anno, come l' anno scorso, dai 3 ai 5 milioni di italiani, un terzo dei quali al di sotto dei 14 anni di eta'''. Cosi' Fabrizio Pregliasco, dell'Istituto di Virologia dell'Universita' di Milano, il quale aggiunge pero' che, oltre che dall'influenza 'vera', gli italiani dovranno guardarsi in ugual misura dai cosiddetti virus simil influenzali, meno pericolosi perche' senza complicanze. ''Anzi - precisa - sono gia' almeno 1,5 milioni gli italiani colpiti da questi raffreddori di stagione che possono portare anche qualche linea di febbre, dovuti soprattutto agli sbalzi di temperatura, e che comportano comunque un fastidio e un costo sociale''.
Secondo una indagine citata da Pregliasco, tutte le influenze costano ogni anno in media agli italiani circa 6,20 euro pro capite, spesi in farmaci da banco di automedicazione. Il costo di quella vera si attesta invece sui 13 euro, spesi di tasca propria dal paziente sempre in farmaci da banco, sintomatici. A questa spesa va pero' troppo spesso aggiunta quella di altri 20 euro (il totale fa cosi' 33 euro) per l'acquisto di antibiotici, spesso prescritti dal medico e quindi pagati dal Servizio sanitario. Questi soldi, per Pregliasco, sarebbero almeno in gran parte risparmiabili, perche' solo nel 10% dei casi (e solo in soggetti oltre i 65 anni d'eta') l' influenza ha strascichi tali da far sospettare complicanze da fermare con l'antibiotico.
''La terapia dell'influenza, in assenza di complicanze - afferma Pregliasco - e' esclusivamente sintomatica, cioe' mira ad alleviare il mal di testa, di gola, naso chiuso, febbre e tosse, e non a bloccare i virus. Infatti, a determinare il malessere generalizzato che ci colpisce quando siamo influenzati non e' il virus ma l'effetto della risposta immunitaria del nostro organismo, che ci allerta e ci spinge a riposare affinche' la 'lotta' contro il virus sia piu' efficace''.
Per evitare in genere le malattie da raffreddamento non esiste alcun tipo di prevenzione, a parte il comportamento: evitare contatti con persone influenzate, evitare gli ambienti chiusi e affollati, lavarsi spesso le mani che sono il principale veicolo di contagio, evitare un' alimentazione eccessiva e al contrario privilegiare cereali integrali, verdura e frutta.
Quanto all'influenza 'vera', la migliore prevenzione e' il vaccino: ''Ma l'Italia - avverte Pregliasco - in questo e' il fanalino di coda fra i principali Paesi europei. Quanto agli anziani, oltre i 65 anni, non siamo messi male, perche' la percentuale di quelli che ogni anno in Italia si vaccinano e' del 66%, solo tre punti percentuali indietro rispetto a Germania e Francia. Ma per quanto riguarda la popolazione in generale siamo al 17,6%, mentre Germania e Francia sono al 26%. Inoltre, da noi viene vaccinato solo l'8% dei bambini a rischio, e l'11% degli operatori sanitari, che e' pochissimo''.
LE CIFRE DEL MERCATO
In Italia il mercato del vaccino antinfluenzale e' costituito da circa 12 milioni di 'pezzi' venduti, il 70-80% attraverso il servizio sanitario nazionale. ''L'ideale - secondo Pregliasco - sarebbe raddoppiare, passare a 24 milioni. Questo contribuirebbe anche a migliorare la capacita' produttiva delle aziende che, in caso di arrivo della pandemia, sarebbero piu' pronte ad affrontare grandi produzioni immediate di vaccino''. Molte persone affermano che pur essendosi vaccinati hanno preso ugualmente l'influenza... ''Questo e' normale - risponde il virologo milanese - perche' il vaccino protegge completamente nell'80% dei casi; nel restante 20% non fa evitare l'influenza, ma mette al riparo dalle sue complicanze, che risultano ridotte del 40-50%, come ha recentemente sottolineato uno studio di colleghi piemontesi pubblicato da Lancet. Ed e' importantissimo,
perche' negli anziani questo puo' significare salvare la vita''. Pregliasco ha poi invitato a vaccinarsi con calma, a novembre. ''Il clamore sull'aviaria - ha spiegato - ha messo in allarme molte persone e dalle Asl mi dicono che ci sono gia' le code fuori. Invece e' bene attendere ancora: bisogna ricordarsi che il vaccino copre per 6-8 mesi; e se si prende troppo presto si rischia di restare scoperti a fine stagione''.
Fonte: RomaOne
Postato il Martedì, 11 ottobre @ 22:31:10 CEST di mat1
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