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Economia : Indagato per Antonveneta, Fazio: «Fu un dovere istituzionale»
Antonio Fazio ha scelto di rispondere alle domande dei magistrati. L’interrogatorio è cominciato alle dieci di stamattina, lunedì 10 ottobre, ed è durato oltre quattro ore. Ma prima, il governatore ha presentato una memoria difensiva, ora diffusa anche alla stampa.
«Un dovere istituzionale». Così il governatore della Banca d'Italia giustifica, nel documento, l’autorizzazione da lui concessa, nel luglio scorso, alla richiesta della Bpi ad acquisire una partecipazione superiore al 50% della Banca Antoniana popolare. La memoria è stata consegnata ai magistrati romani che stanno procedendo nei suoi confronti per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulla scalata Antonveneta.
«Dedicherò, nell’ambito di questa memoria, una specifica analisi alle singole contestazioni “tecniche” sulle quali si articola il capo di imputazione», aveva scritto il governatore. «Mi preme però – si legge nella memoria - prima ancora di scendere nel dettaglio, chiarire, sotto un profilo più generale, le ragioni per le quali, ai primi del mese di luglio di quest’anno, pur avendo ben presente l’intervenuta apertura di indagini giudiziarie a carico di Gianpiero Fiorani e (da parte della Procura di Roma) anche del Direttore Centrale della Vigilanza della Banca d'Italia, Francesco Frasca, ho ritenuto mio dovere istituzionale concedere, in data 11 luglio 2005, l'autorizzazione richiesta dalla Bpi ad acquisire una partecipazione superiore al 50% della Banca Antoniana Popolare Veneta, autorizzazione, peraltro, corredata da un serie di rigide prescrizioni».
«Tengo a precisare che le riserve (e le contestuali richieste di chiarimento) formulate dalla Banca d Italia in merito al progetto industriale elaborato da Abn Amro, a corredo della propria richiesta di autorizzazione all'Opa, nulla hanno a che vedere con una mia pretesa aspirazione alla tutela della “italianità del sistema”». Una principio, secondo Fazio, che se adottato avrebbe dato luogo ad «inaccettabili discriminazioni basate sulla nazionalità dei richiedenti». Fazio parla invece di «alcune obiettive carenze del progetto industriale di Abn, solo parzialmente colmate con le precisazioni ed integrazioni successivamente inviate alla Banca d'Italia, soprattutto se rapportate alle già descritte caratteristiche del piano industriale presentato da Bpl».
«L'interrogatorio è stato esaustivo dal punto di vista della difesa - riferiscono fonti giudiziarie - Il Governatore ha fornito una serie di elementi su alcuni punti e si è riservato di integrarne altri». L’avvocato Franco Coppi, che assiste Fazio, ha chiarito che durante l’interrogatorio, il clima era ottimo «tra persone bene educate». «Per evitare fughe di notizie tutte le dichiarazioni sono state registrate, ma per il momento non è prevista la trascrizione. L'interrogatorio non è secretato», ha detto Coppi. L'avvocato ha aggiunto che per quanto risulta al momento, non è previsto un nuovo interrogatorio del governatore. Fazio ha lasciato il palazzo di giustizia senza rilasciare dichiarazioni.
In mattinata, è stato interrogato anche Gianpiero Fiorani, ex amministratore delegato di Bpi. Nell'inchiesta della procura romana è indagato da tempo anche il numero uno della vigilanza di Banca d'Italia, Francesco Frasca, sempre per abuso d'ufficio.
Fonte: L'Unità
Postato il Martedì, 11 ottobre @ 22:32:22 CEST di mat1
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