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Salute : Influenza aviaria, allarme dell'Ue
Annuncio ufficiale del ministro dell'Agricoltura di Atene
Test positivi su un tacchino a Chios, isola vicino alla Turchia
Influenza aviaria, allarme dell'Ue
Il virus ha raggiunto la Grecia
La commissione europea chiede di sospendere le esportazioni di pollame
Il rappresentante Ue dei consumatori: "Gli stock antivirus sono insufficienti"
ROMA - L'influenza aviaria raggiunge la Grecia. ll ministero dell'Agricoltura di Atene ha annunciato che alcuni ricercatori hanno individuato il virus su un tacchino morto apparentemente senza ragione nell'isola di Chios, nell'Egeo nord orientale, ad appena 5 miglia (8 chilometri) dalla costa turca dove l'infezione sta uccidendo migliaia di uccelli. La portavoce della Commissione Ue Francoise Le Bail ha confermato che "c'è il forte sospetto che il virus dei polli individuato in Grecia sia lo stesso già registrato in Romania", vale a dire l'H5N1 responsabile di 61 decessi nei paesi asiatici. E' per questo che la Commissione Ue ha chiesto alla Grecia di sospendere immediatamente le proprie esportazioni di pollame vivo, prodotti avicoli e piume verso gli altri paesi dell'Unione europea.
"Stock insufficienti di antivirus". Allarmata la denuncia del responsabile alla protezione dei consumatori presso la Commissione europea: "Non tutti gli Stati membri della Ue hanno stock sufficienti di antivirus" per reagire ad una eventuale esplosione di pandemia. L'annuncio è arrivato quasi in contemporanea con il nuovo avvertimento dell'Organizzazione mondiale della Sanità, che richiama ogni paese, e soprattutto quelli più ricchi, a fare ogni cosa per arginare possibili pandemie. E il commissario europeo Franco Frattini è tornato sul tema della caccia: 'Fra le misure anche drastiche non escludo la sospensione della caccia perché ormai è chiaro che sono gli uccelli migratori che molto spesso trasmettono il virus".
Le denunce della Ue. Il portavoce del commissario europeo Kyprianou ha detto oggi che "la Commissione raccomanda gli Stati membri di seguire le indicazioni della Oms che chiedono scorte di antivirus per il 25% della popolazione", e ha aggiunto che "il Commissario Kyprianou è inquieto perché non tutti gli Stati hanno scorte sufficienti ed è per questo che ha chiesto agli Stati di aumentare i loro stock". Il portavoce non ha voluto indicare i paesi con meno provviste di stock: "Non ci sembra appropriato, in quanto il nostro ruolo è quello di coordinatore".
L'appello alle case farmaceutiche. Bruxelles chiede anche all'industria farmaceutica di aumentare la produzione degli antivirus. "Abbiamo contatti in corso per poter facilitare un aumento della produzione", ha detto Tod. Oggi intanto sono partite da Bruxelles due squadre di esperti in Turchia e Bulgaria per aiutare le autorità locali a gestire la situazione. Finora, tracce della versione più virulenta del virus (H5N1) sono state trovate in Turchia e in Romania. Ai focolai già individuati, non se ne sono aggiunti altri. In Bulgaria, si attendono i risultati dei test.
La riunione dei ministri della Salute. Domani, i ministri degli esteri della Ue, che si riuniranno a Lussemburgo in via straordinaria, sentiranno Kyprianou che li aggiornerà sulla situazione attuale e le misure prese. "La discussione affronterà in particolare il coordinamento di una risposta internazionale", ha detto Tod. La diffusione dell'influenza aviaria e i rischi relativi ad una eventuale pandemia saranno anche al centro del consiglio informale dei ministri della sanità, che si riuniranno giovedì e venerdì in Gran Bretagna.
L'allarme dell'Oms. Ora è arrivato in Europa, ma quello della diffusione del virus dell'influenza aviaria è un rischio che coinvolge tutti i paese del mondo. Lo chiarisce Michael Ryan, direttore del dipartimento di allerta epidemie e pandemie dell'Oms, nel corso di una teleconferenza. "Ogni paese è a rischio pandemia - taglia corto Ryan - tutti devono essere preparati all'arrivo della malattia". Anzi, "ci aspettiamo che sorgano focolai di aviaria in altri paesi del mondo". Ed è per questo che occorre parlare di "responsabilità globale", soprattutto "dei paesi ricchi".
In altre parole, ognuno deve "fare tutto ciò che è necessario al'interno delle sue frontiere e contemporaneamente prendersi la responsabilità condivisa di quel che accade nel resto del mondo". Un appello che non ha solo motivi umanitari: la pandemia non si ferma alle frontiere, chiarisce l'esperto dell'organizzazione mondiale della sanità. "L'Africa e il Nord Africa sono esposti al contagio", così come - elenca Ryan- "l'America e il Medio Oriente". "Non è un problema asiatico e europeo: i paesi ricchi devono fornire le risorse necessarie: ogni paese deve essere preparato, per difendere se stesso ma anche a fornire risorse per gli altri".
L'esperto dell'Oms ha poi ribadito che l'influenza aviaria "non è una malattia che nasce da cibo infetto, nessun essere umano è stato contagiato mangiando un pollo". Ryan è perentorio: "può essere contagiato dal virus solo chi maneggia polli o altri volatili, viene a contatto con feci o sangue".
I vertici in Italia. Il ministro della Salute Francesco Storace ha convocato per domani pomeriggio i rappresentanti delle Regioni e delle aziende farmaceutiche. "Credo che occorra lavorare insieme su questo tema - ha detto il ministro - Voglio che alla trattativa con l'industria che produce farmaci e vaccini siano presenti i rappresentanti delle Regioni, perché pretendo il massimo della trasparenza su questo argomento". Storace ha poi voluto rassicurare gli italiani sulle carni italiane. "Da questa mattina gli italiani possono mangiare con più sicurezza - ha affermato il ministro - grazie all'etichettatura e ai controlli a tappeto dei NAS". Il ministro ha concluso sostenendo che "per quanto riguarda la caccia, credo di avere il dovere di risolvere la questione insieme agli altri Stati dell'Unione Europea. E' necessario un provvedimento che sia concertato da tutti gli Stati, per stare più tranquilli".
Fonte: La Repubblica
Postato il Lunedì, 17 ottobre @ 20:34:16 CEST di mat1
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