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Economia : News finanziarie alla prova del tempo reale
Joker85 scrive "L'informazione economico-finanziaria dei giornali e delle agenzie al tempo di internet fa i conti con la difficoltà crescente di selezionare una massa sempre crescente di notizie non solo sulla base della tempestività, ma anche della qualità e dell'accuratezza.
Al punto che la tentazione dei maggiori player del credito può essere talvolta quella di assicurarsi la proprietà dei media, ma c'è da riflettere, come ha fatto notare il direttore del quotidiano della Confindustria, Ferruccio de Bortoli, «se questo accade perché i mezzi di comunicazione appaiano più indipendenti o più condizionabili».
Se ne è discusso nella sede de Il Sole-24 Ore alla tavola rotonda «Come andare oltre il tempo reale è la nuova frontiera dell'informazione economico-finanziaria», organizzata dall'agenzia di stampa Radiocor, ospiti il sociologo Aldo Bonomi e alcuni fra i nomi più importanti della finanza italiana: l'amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe, l'amministratore delegato del Banco Popolare di Verona e Novara, Fabio Innocenzi, il presidente della Banca Popolare di Milano, Roberto Mazzotta, l'amministratore delegato e ceo di Banca Intesa, Corrado Passera, e l'amministratore delegato di Unicredito, Alessandro Profumo.
Innocenzi, ha puntato il dito contro i «problemi dell'informazione inattesa». Citando uno studio effettuato da Bpvn, Innocenzi ha affermato che il 50% delle notizie si è rivelato «totalmente infondato», il 35% è stato valutato «talmente parziale da portare a una distorsione» e il 35% è risultato un'informazione «sgradita e inefficace». Anche se, ha osservato Profumo, in questo caso ne va di mezzo la reputazione di chi scrive oltre che di chi è protagonista della notizia. Ma l'ad di Unicredito ha sottolineato un altro aspetto: «Uno dei problemi è che riceviamo troppe notizie, sarebbe bene personalizzarle sulla base delle esigenze, magari su base territoriale, o delle persone o per tematiche, con delle appropriate chiavi di lettura, evitando i luoghi comuni, come spesso è accaduto, per esempio, per Basilea 2». Qualità e selezione sono state anche al centro dell'intervento di Corrado Passera. Secondo il ceo di Intesa, aziende e media hanno «responsabilità comuni. Il problema è selezionare, perché la quantità è di per sé un blocco: diventa difficile sapere ciò che è più importante da capire». L'intelleggibilità delle notizie e il valore aggiunto dipende più dalla contestualizzazione che dalla velocità: «Bisognerebbe presentare un quadro completo, per esempio su un'azienda, chiedendosi qual era la situazione un anno fa o cosa fa la concorrenza. E i giornali, pur essendo vecchi media, hanno una potenzialità ancora superiore sotto questo punto di vista», ha concluso Passera.
Tutti d'accordo sul fatto che l'informazione economico-finanziaria sia, come ha sottolineato Mazzotta, «migliorata negli ultimi quindici anni» e che sia oggi all'altezza della media europea. «Restano però alcune asimmetrie», ha osservato Mazzotta. A cominciare dal fatto che nel mare magnum delle notizie «sembra sfuggire che il complesso degli intermediari bancari e finanziari venisse visto per quel che è, una fabbrica che produce reddito e ricchezza, un pezzo del patrimonio nazionale». Anche per Arpe «la corretta informazione deve fare i conti con una maggiore selettività: si fanno letture spesso molto critiche». La questione di fondo, ha commentato Bonomi, è che «l'informazione riesca anche a veicolare un messaggio di fiducia» che «le vicende agostane» sul caso Fazio e le scalate a Bnl e Antonveneta, comunque, «non sembrano avere compromesso»."
Postato il Venerdì, 21 ottobre @ 07:17:45 CEST di mat1
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