Trattazione da parte della Dott.ssa Cristina Vizzari riguardo l'aspetto legale dello sblocco dei cellulari.
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1. Innanzitutto, sarebbe opportuno partire dal contratto firmato, leggerlo attentamente cercando la voce relativa al vincolo in oggetto: viene espressamente richiamato il blocco del cellulare? Se la risposta è no, dovremmo concludere che ciò per cui non abbiamo firmato non può esserci successivamente addebitato o accollato. E, a ben vedere, nel caso di specie il blocco imposto dal gestore, qualora fosse espressamente previsto dal contratto, creando un palese squilibrio tra le posizioni dei due contraenti, non rientrerebbe nell’alveo della disciplina delle clausole vessatorie ? In caso affermativo, la clausola dovrebbe essere approvata mediante sottoscrizione apposita, pena la nullità della stessa.
2. La disciplina civilistica consente al proprietario di disporre liberamente del bene acquistato, senza che ciò possa arrecare nocumento a terzi, è ovvio, e altrettanto ovvio è che siano esclusi da tale disciplina i cellulari in comodato, che rimangono di proprietà del gestore.
3. La violazione/modifica del software protetto da copyright (nel caso di specie il firmware del cellulare), non sussisterebbe, in quanto la possibilità dello sblocco è insita nel firmware stesso.
4. E ancora, bisognerebbe riflettere sulla sussistenza di una violazione o accesso non autorizzato a sistemi informatici, posto che le sim funzionanti di altri gestori sono autorizzate e registrate presso il gestore di appartenenza.
5. Il codice sulla protezione dei dati non consente di trasmettere i dati di un IMEI, considerato dato personale del cliente, tra gestori. Per chiarezza ricordiamo che il suddetto codice è una sorta di numero di telaio del terminale che l’utente può trovare, oltre che sulla scatola del telefono, dietro la batteria o digitando sulla tastiera una breve sequenza.